Gimme Danger locandinaGimme Danger è il secondo film di Jim Jarmush a distanza di pochi mesi che ritorna sugli schermi per raccontarci la carriera Iggy Pop e compagni con un documentario essenziale per la storia del rock.

Un giovane Jim (il vero nome di Iggy è James Newell Osterberg Jr, come i fan ben sanno) vive alla periferia della città in una roulotte con i suoi e, come in ogni classica storia del rock, gli regalano uno strumento per il compleanno: una batteria. Tutto nasce da una batteria ingombrante in una roulotte minuscola. Iggy non ancora Iggy debutta con le band giovanili come batterista ed è pure bravino, ma poi, come dice lui, si stanca di vedere i soliti tre culi davanti a lui, e inizia un progetto con i fratelli Ashton  e Dave Alexander che darà vita agli Stooges.

Nel ‘67 anno degli scontri di Detroit,  si intrufolano in una casa abbandonata, Iggy prende alcune gocce di mescalina, una pala e inizia a ripulirla.

“Eravamo veri comunisti, pur non essendo politici, condividevamo cibo, stanze, soldi e tutto il resto. Facevamo una vita da comune e ognuno divideva quello che aveva.”

Così inizia la storia di una delle pietre miliari del rock and roll e della sua componente innovativa a cui tutta la generazione punk, ma non solo, (Kurt Cobain considerava Raw Power uno dei suoi album preferiti) ha reso omaggio.

LOS ANGELES – MAY 23: Iggy the Stooges (L-R Dave Alexander, Iggy Pop in front, Scott Asheton in back and Ron Asheton) pose for a portrait at Elektra Sound Recorders while making their second album ‘Fun House’ on May 23, 1970 in Los Angeles, California. (Photo by Ed Caraeff/Getty Images)

Nel 1973 con tre album all’attivo, gli Stooges ricevono solo tiepidi riscontri dalla critica e dalle case discografiche, nonostante Iggy sia diventato amico di Bowie prima della registrazione del terzo album.  Dovranno affrontare anni d’oblio, droga e morti premature, prima di riunirsi nel 2003 ed avere il successo planetario che si meritano.

Gimme Danger recensione

Il documentario adotta uno stile classico con interviste e filmati d’epoca, riuscendo a rimettere insieme un materiale visivo sparso nel tempo e nello spazio che rischiava di finire nel solito dimenticatoio. Jarmush però, inserisce poca estrosità nella narrazione, ricorrendo alle solite scritte sullo schermo che abbiamo già visto in Paterson e ad alcuni stratagemmi di montaggio da far invidia al programma televisivo Le Iene, ma riesce comunque a dipingere un ritratto reale di una band che è riuscita ad avere fortuna solo “da vecchia” e  della sua influenza musicale sui decenni successivi.

Gimme Danger film

Gimme Danger ci riporta alla realtà dell’unico sopravvissuto, Iggy, che quando intona No fun my babe no fun mi fa pensare tristemente che il divertimento è arrivato davvero in ritardo di trent’anni, facendomi venire in mente Sixto Rodriguez e la sua storia raccontata in Sugar Man.

Gimme Danger Iggy Pop