Birdman locandina filmCon la primavera ritornano le rondini e gli uccelli migratori e così, colti da ispirazione, abbiamo rivisto Birdman. Avevamo voglia di teatro e di un po’ di sano surrealismo in queste giornate di caldo-freddo-pioggia-sole, e siamo andati a ricercarlo nel film di Alejandro Gonzàlez Iñàrritu del 2014.

Birdman inizia con una meditazione a mezz’aria del protagonista Riggan Thompson (Michael Keaton) e, fin da subito, viene instillato il dubbio nello spettatore se la presenza ingombrante dell’uomo uccello vestito di piume cangianti e dalla voce profonda e persuasiva, sia frutto della mente di Riggan oppure esista davvero.

La domanda si pone, ma passa in secondo piano quando le interazioni tra gli attori hanno il sopravvento e la storia prende una piega comico-grottesca piacevole e intelligente.

Birdman recensione

Il film si svolge quasi tutto all’interno di un teatro newyorchese con pochissimi esterni, mettendo in luce le personalità da “prima donna” dei diversi interpreti e i drammi personali di Thompson, tormentato dal suo passato di attore di film commerciali e voglioso di una rivalsa personale e professionale.

Birdman movie

Bello il confronto tra Riggan e la critica teatrale Tabitha Dickinson (Lindsay Duncan) in cui Keaton esterna quello che la maggior parte del pubblico pensa dei critici, che siano televisivi, cinematografici, letterari ecc…

 “Acerbo, fiacco, marginale: etichette, lei è capace solo ad etichettare ogni cosa, questa è squallida pigrizia. Lei non sa come chiamare questa cosa se non sa come etichettarla.”

Birdman L'imprevedibile virtù dell'ignoranza

Il cast di “attoroni” (Naomi Watts, Edward Norton, Emma Stone, Zach Galifianakis) seguiti dalla telecamera in un finto piano sequenza, fanno respirare l’odore di quinte e sudore di Broadway, e danno una mano cospicua a far vincere i numerosi premi che la pellicola ha portato a casa (Premi Oscar di tutti i tipi, Golden Globi, Davidi di Donatello, Sagra della Rana di Staggia Senese).

Birdman film L'imprevedibile virtù dell'ignoranza

“Hai ottenuto quello che volevi!” Riggan sente dirsi al suo risveglio nel letto d’ospedale. Indossa una mascherina post operatoria. Ma qual’era la cosa che voleva il protagonista, avere di nuovo una maschera o lasciare il suo passato di celebrità e diventare un bravo attore ? Forse entrambi, e il suo alter ego, Birdman, seduto silente sul cesso, dà l’idea di una liberazione del suo ingombrante passato ed un’assimilazione del costume in quella del nuovo Riggan Thomson.

E poi la scena finale. Igñàrritu la commentò, a suo tempo, affermando che poteva essere interpretata in tanti modi quante sono le seggioline del cinema e che quindi lascerò senza commento.