locandina planetarium film

Venga signora, si fidi di me. Non si aspetti nulla, speri tutto”. Nella seduta spiritica con cui le sorelle Barlow esordiscono con il loro inquietante show a Parigi, Laura (Natalie Portman) invita così la sua vittima tra il pubblico a fare una chiacchieratina con il caro estinto, grazie alle soprannaturali doti di Kate (Lily-Rose Depp, sì, quel papà Depp lì). E io confesso che presa dall’entusiasmo per Jackie, qualcosa mi aspettavo dal nuovo film con la neo mamma Portman, perché nonostante le critiche affatto entusiaste qualcosa doveva pur imprimersi sulla pellicola, grazie all’intrigante tema dello spiritismo, alla Parigi anni ’30 e al cast niente male… ma in questo film, j’en suis désolée, l’unico fantasma è il plot, che è del genere deforme e trasformista (e da qui spoilero spaventosamente).

natalie portman e emmanuel salinger

 

Nei primi minuti del film si viene sinistramente attirati dallo specchietto del paranormale, e per un bel pezzo ci si aspetta che la vicenda giri attorno alla domanda: ci sono (i fantasmi) o ci fanno (le sorelle)? Poi tutto scivola in un’inaspettata autocelebrazione del cinema e del mestiere di attore, mestiere in cui viene catapultata la sorella grande Laura a cui viene proposto di recitare la parte di una medium alle prese con un triangolo amoroso (in cui il terzo incomodo è, manco a dirlo, un fantasma, e l’attore collega è il fascinoso – almeno quello – Louis Garrel).

Da questa avventura cinematografica nasce il rapporto delle due con il produttore André Korben (Emmanuel Salinger), che non si capisce bene di quale delle due si sia innamorato e per non sbagliarsi se le mette in casa entrambe, in modo da poter anche approfittare delle effettive doti da… medium della minore. E qui allora si spera che la svolta sia data da qualche rivelazione da parte dei suoi fantasmi: peccato che un fantasma è di certo il padre, che appare in un insight delle sue visioni che si rivela un inutile cul de sac, e l’altro non si capisce bene chi sia, ma sta di fatto che le sedute diventano rumorosamente erotiche. Ma niente, nemmeno la svolta a luci rosse prende il via.

lily-rose depp planetarium

Allora ci si prova con qualche sfumatura storica che riguarda le origini mal celate del tormentato produttore (non) francese, ma anche qui finisce male, così male, che lui lo mettono in prigione e lì lo lasciamo per sempre. Mentre nel frattempo, per non annoiarci, spunta anche il dottore che diagnostica una malattia incurabile e letale. Per non dimenticare il finale in cui viene scomodata anche l’ignara Rossella O’Hara.

Io però lo sforzo di trovare qualcosa di veramente positivo lo voglio fare: per il pubblico maschile, la Portman regala un nudo senza controfigura del suo fondo schiena; per i linguisti, vi potete guardare la versione originale in cui si passa dall’inglese al francese permettendovi di fare almeno molto esercizio. Sennò c’è l’unica citazione degna di nota: ”Per questo si recita. Perché avremmo voluto vivere alcune cose più intensamente e non lo abbiamo fatto. Così rimpiangiamo e facciamo dei film. Oppure facciamo dei film che poi rimpiangiamo…

natalie portman nuda

Ecco ho spoilerato anche questo…