Cresceranno i carciofi a Mimongo locandina

Per qualche ragione Cresceranno i carciofi a Mimongo mi ronzava nella testa da qualche giorno, e allora vado a casa, inserisco il vecchio DVD comprato in chissà quale mercatino e premo PLAY.

Riconosco immediatamente la voce fuori campo di Chiambretti: è Ermanno Lopez, autore del libro Manuale per Cercare Lavoro  che guida il protagonista alla ricerca del tanto agognato posto di lavoro.

Ma andiamo con ordine e bando alla nostalgia. La storia è semplice: Sergio (Daniele Liotti) si è appena laureato in agraria ed è intenzionato a trovare un‘occupazione a tutti i costi. Per riuscire nel suo colossale intento, acquista  il famigerato manuale di Ermanno Lopez e ne segue alla lettera i consigli.

Sergio condivide l’appartamento con Enzo (Valerio Mastandrea) che, al contrario, non è per niente intenzionato a scendere in quel mondo pericolosissimo. “Una generazione si fa il culo e la successiva se la gode” ed Enzo chiaramente fa parte della generazione che se la gode (soprattutto dei favori femminili).

Cresceranno i carciofi a Mimongo recensione

Il film si snoda seguendo Sergio nella sua ricerca del lavoro attraverso i capitoli del libro di Lopez con personaggi che appaiono e scompaiono come entità piuttosto volatili, fatta eccezione per l’ex fidanzata Rita (Francesca Schiavo). Ed ecco la parte romantica. Sergio è ancora innamorato di lei, ma lei si sta per sposare con un altro. Un classico. Eppure funziona. Funziona perché sembra proprio andare così: Sergio è l’eterno rifiutato che anche quando è lì lì per farcela, alla fine riesce sempre a fallire.

Riguardando Cresceranno i carciofi a Mimongo al giorno d’oggi e  mettendo da parte la malinconia legittima per la fila alla cabina telefonica (chi non ha mai chiamato una fidanzata/o dalla cabina per non farsi ascoltare dai genitori), la pellicola, nella sua semplicità, è stranamente accattivante. Riflette uno specchio degli anni ’90 dove, nonostante l’emancipazione, Rita si sposa con un altro perché “tu non me l’hai mai chiesto”, e questo la dice lunga sui costumi dell’epoca ancora saldamente legati alla tradizione.

Cresceranno i carciofi a Mimongo Mastandrea Liotti

Il film fu l’opera prima di Fulvio Ottaiano che riuscì ad aggiudicarsi anche un David di Donatello (miglior regista esordiente 1997) e all’epoca divenne un caso mediatico.

Il bianco e nero, che fu scelto per dare un tocco retrò  o per mancanza di budget, si adatta incredibilmente bene a quel periodo e ce lo fa apparire ancora più lontano, nonostante la Generazione X ancora se lo senta addosso con lo stesso attaccamento che aveva per la magliettina dei Nirvana. Per questo Cresceranno i carciofi a Mimongo risulta più bello adesso di allora, perché la nostalgia fa sembrare il passato sempre migliore del presente.