Cosa succede se una famiglia decide di partire per sei mesi lasciando tutto e vivere con il minimo indispensabile? Unlearning – disimparando, ovvero disimparare a vivere come siamo sempre stati abituati, e come dice il sottotitolo, fare un viaggio fuori dalla zona di comfort.

Tutto inizia con un pollo a quattro zampe. Esatto, avete capito bene, quella razza di pollo che vive nelle vaschette del supermercato e che  fa nascere l’ispirazione per un viaggio letteralmente ai confini del matrix.

Dopo aver sbrigato le faccende amministrative e organizzative, Lucio, Anna e la piccola Gaia partono per questo giro d’Italia alternativo, vivendo di passaggi e di scambio lavoro-ospitalità.

La famigliola saltella da un posto all’altro, da una comunità all’altra, da una famiglia all’altra, il tutto per filmare gente che vive in modo diverso dal modello sociale canonico. I personaggi abbondano, com’era prevedibile, e come era nella speranza del regista (Lucio stesso), suppongo.

In una società molto inclusiva come la nostra, dove sembra impossibile non farne parte, scopriamo, invece, che esistono diversi esempi di vita alternativa e quello che stupisce e fa pensare è che coloro che hanno fatto questa scelta sono in tanti, e non ci sono solo eco villaggi ed elfi post hippy, ma anche semplici famiglie che hanno venduto tutto per andare a fare il latte in una baita lontano dai clamori della città ormai invivibile.

Chi ha ragione e chi no? La nostra società sta crollando da un punto di vista umano per cui qualcuno cerca la fuga oppure coloro che si sforzano di vivere un’esistenza non allineata sono solo degli utopisti senza speranza?  Non lo sappiamo, il documentario non ci dà risposte, come è giusto che sia, si limita a documentare, ma forse le parole spontanee della piccola Gaia, nel suo desiderio di casa ideale, racchiudono il significato di tutto questo cercare: abbiamo semplicemente perso il contatto con la natura ed è quello che ci manca oggi più di ogni altra filosofia o ideologia.

Girato con la telecamera a mano e autofinanziato, è un bello specchio della realtà che ci circonda e di cui siamo completamente ignari perché nel nostro sistema il diverso fa paura e preferiamo etichettarlo piuttosto che provare a capirlo.